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Tavolo della Consultazione
La campagna è promossa dal Tavolo della Consultazione, costituitosi a Vicenza nel luglio 2008 per iniziativa di alcune associazioni contrarie al progetto della nuova base militare USA. Il suo fine: organizzare iniziative comuni e condivise, in vista della Consultazione popolare del 5 ottobre. Dopo la Consultazione, per promuovere la riconversione civile e lo sviluppo non militarizzato, ha dato vita all'associazione 5 ottobre - No Dal Molin.
Cos’è il Tavolo della Consultazione
Il Tavolo si è costituito nel luglio del 2008, con la finalità di organizzare iniziative comuni e condivise, soprattutto in funzione della Consultazione popolare sulla destinazione dell’area dell’aeroporto Dal Molin, indetta dall’Amministrazione comunale per il 5 ottobre 2008. Il Consiglio Comunale l’8 luglio 2008 aveva deliberato a maggioranza di sottoporre a consultazione popolare il seguente quesito:
«E’ lei favorevole alla adozione da parte del Consiglio comunale di Vicenza, nella sua funzione di organo di indirizzo politico amministrativo, di una deliberazione per l’avvio del procedimento di acquisizione al patrimonio comunale, previa sdemanializzazione, dell’aerea aeroportuale “Dal Molin” - ove è prevista la realizzazione di una base militare statunitense - da destinare ad usi di interesse collettivo salvaguardando l’integrità ambientale del sito?»
Era la prima volta che in Italia si chiedeva direttamente ai cittadini se riconvertire una struttura militare ad usi civili. Le associazioni, i comitati e i gruppi vicentini che compongono il Tavolo hanno ritenuto che la consultazione fosse un’occasione positiva da non perdere, soprattutto per affermare, sulla base dello Statuto comunale la democrazia diretta, la partecipazione dei cittadini e la possibilità di far pesare sulla bilancia delle decisioni, la volontà della popolazione direttamente interessata.
Dopo che il 1 ottobre il Consiglio di Stato, con una ordinanza chiaramente politica, ha vietato la consultazione istituzionale, il Tavolo della Consultazione, ha contribuito in misura determinate alla sua realizzazione spontanea e autogestita. Il 5 ottobre nei 32 seggi allestiti in strada dentro ai gazebo (montati davanti ai seggi istituzionali rimasti chiusi per ordine del Consiglio di Stato) hanno potuto esprimere la loro volontà con il voto 24.094 cittadini. Di questi, 23.050 hanno detto SI alla destinazione dell’area Dal Molin ad usi civili. La consultazione, nonostante i divieti, gli ostacoli burocratici e le difficoltà organizzative era pienamente riuscita.
Consci dell’importanza storica di questo evento (non solo per la storia della città di Vicenza!), le organizzazioni che avevano deciso di dar vita al Tavolo della Consultazione, hanno deciso di non sciogliere questo strumento di condivisione e di collaborazione e di continuare a operare assieme per il raggiungimento degli obiettivi comuni. La coesione e la solidarietà tra i soggetti così diversi che compongono il Tavolo derivano dal fatto che nessun soggetto aderente è costretto a rinunciare alla propria identità, alla propria diversità, al proprio stile, ai propri obiettivi specifici, al proprio logo di identificazione, al proprio protagonismo. Semplicemente ognuno, superando i confini della propria appartenenza politica, ideologica, culturale, religiosa, decide di “aprirsi” agli altri riconoscendo il principio della reciprocità, che fa bene a tutti, e apprezzando il risultato che viene per tutti da un impegno che non ha bisogno di rivendicazioni e possessi esclusivi. Il Metodo privilegiato dal Tavolo è quello dell’azione nonviolenta e della comunicazione non conflittuale, non prevede cioè che l’avversario debba “perdere” o “capitolare” ma capire, persuadersi. Al Tavolo preme sostenere con fermezza le proprie ragioni senza suscitare ostilità e pensando anche ad un futuro della città in cui possa essere ricucito il tessuto della convivenza civica lacerato dalla cosiddetta “questione Dal Molin”.
Attualmente le piste di lavoro definite dal Tavolo sono:
- Organizzare iniziative di informazione e mobilitazione contro la costruzione della base militare Usa a Vicenza;
- Sostenere le iniziative legali per bloccare i lavori della nuova base USA al Dal Molin;
- Promuovere analisi e proposte per la riconversione dall’uso militare all’ uso civile dell’area Dal Molin;
- Sostenere le iniziative per la salvaguardia ambientale dell’Area Dal Molin (falde acquifere, paesaggio, ecc.);
- Avviare la campagna denominata “1 mq. per la pace”, finalizzata all’acquisto e all’uso civile dell’area demaniale del Dal Molin;
- Dialogare con il Sindaco e l’Amministrazione comunale per cercare strategie comuni;
- Dialogare con le altre componenti del movimento contrario alla base Usa per condividere iniziative comuni;
- Impegnarsi a portare all’attenzione nazionale il problema della militarizzazione del territorio vicentino;
- A partire dalla situazione vicentina, approfondire la conoscenza del problema generale della riconversione civile dei territori gravati da servitù militari in Italia;
- Tramite l’associazione di promozione sociale “5 ottobre- No dal Molin”, costituita per questo fine, promuovere la riconversione civile e lo sviluppo non militarizzato;
- Promuovere la conoscenza e la pratica dei metodi di democrazia diretta o partecipativa, e delle forme di azione nonviolenta perché i cittadini siano in grado di difendere i propri diritti e i beni comuni, superando quella diffusa sensazione di impotenza che li spinge alla rassegnazione di fronte ai soprusi e alle illegalità.

SìamoVICENZA
Casa per la Pace
Contrà Porta Nova 2 – 3600 Vicenza
Tel. 0444 327395 – fax 0444 327527
casaperlapace@gmail.com
www.dalmolin5ottobre.it |
Aderiscono al Tavolo della Consultazione
AltraVicenza, ASOC, APRIRSI, Associazione Vicenza Capoluogo, Beati i Costruttori di Pace, CGIL, Circolo Gramsci PRC-Vicenza, Comitato Immigrati S. Pio X, Comitato Più Democrazia e Partecipazione, Coordinamento Comitati Cittadini, Comitato per l'Aeroporto Civile, Coordinamento Cristiani per la Pace, Coordinamento dei Soci di Banca Etica-Circoscrizione di Vicenza, Deliberamente, Donne in Rete per la Pace, Ecoistituto del Veneto, Emergency, Equistiamo, Famiglie per la Pace, Federazione Verdi Vicenza, Festambiente, Fileo Onlus, Fronte della Cultura, Granello di Senape, Gruppo Presenza a Longare, Laboratorio della Convivenza Civica, L’Eco della Sostenibilità, Legambiente, Movimento dei Consumatori, Movimento Gocce di Giustizia, MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione), Movimento Nonviolento, Opera Nomadi Vicenza, Operatori Sanitari per la Pace, Pax Christi, Preti per la Pace, Progetto Sulla Soglia (Coop. Soc. Tangram, Rete Famiglie Aperte, Coop. Soc. Insieme), Rete Lilliput, Sinistra Democratica, Tra Due Mondi, Unicomondo. |
L’associazione 5 ottobre
STATUTO dell’associazione 5 ottobre
Sede operativa della Campagna:
Casa per la Pace, Contrà Porta Nova 2 36100 Vicenza
Tel. 0444.327395 - fax 0444.327527
mail: casaperlapace@gmail.com
1. La Casa per la Pace di Vicenza è stata istituita dal Comune di Vicenza con delibera n°60 del 1 giugno 1993 e successiva n° 1176 del 13/7/94. Ha iniziato la sua attività il 30 giugno 1994. E’ stata inaugurata ufficialmente il 15 ottobre 1994 con una conferenza pubblica tenuta al cinema Arlecchino dal Prof. Antonio Papisca del Centro Diritti Umani dell’Università di Padova sul tema: “Ruolo degli enti locali a favore di una cultura di pace”.
Il Comune di Vicenza, riconoscendo il valore istituzionale dell’attività rivolta a promuovere una cultura di pace, solidarietà e cooperazione nella città, ha deciso di mettere a disposizione delle associazioni interessate e di tutti i cittadini, risorse e strutture per rendere concreto l’impegno assunto nel proprio Statuto, che all’art. 2 “riconosce nella pace un diritto fondamentale delle persone e dei popoli”.
2. Scopi. In conformità agli impegni assunti, la Casa per la Pace è una struttura aperta a tutte le associazioni vicentine, gruppi e singoli cittadini impegnati sui temi della pace, della nonviolenza, dei diritti umani, della solidarietà internazionale, ecc.
E’ sede della Consulta per la diffusione di una cultura di Pace, il cui regolamento è stato aggiornato dal Consiglio Comunale con deliberazione n.55 del 20 luglio 2000.
Oltre che sede della Consulta, è il suo strumento operativo, laboratorio di idee e progetti, centro d’elaborazione e diffusione di una cultura di pace e di nonviolenza.
La Casa per la Pace sostiene interventi e iniziative che privilegiano l’uso del metodo nonviolento e promuove l’inserimento pacifico delle comunità straniere presenti sul territorio.
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3. Attività. La Casa per la Pace svolge la seguente attività:
- diffonde informazioni su pace, diritti umani, solidarietà, sviluppo, interculturalità, convivenza civica, ecc.
- offre occasioni di incontri e di relazione tra i gruppi;
- permette lo scambio di esperienze e documentazione sui temi indicati;
- stimola la produzione di idee e progetti;
- offre strumenti e servizi indispensabili per tradurre idee e progetti in iniziative concrete;
- sostiene i diritti degli uomini e dei popoli;
- crea occasioni di confronto fra le culture;
- promuove la crescita di una società multietnica, favorendo la convivenza con gli immigrati e combattendo ogni forma di intolleranza e razzismo;
- organizza conferenze, convegni e altre manifestazioni pubbliche sui temi riguardanti la promozione di una cultura di pace, cooperazione e diritti umani.
5. Centro di documentazione. All’interno della Casa ha sede un centro di documentazione, sui temi della pace, della nonviolenza, dei diritti dell’uomo, aperto alla cittadinanza e a chiunque intenda usufruirne. Il centro ha il compito di raccogliere e diffondere informazioni e comunicazioni che possono servire ad arricchire l’attività di tutti i soggetti che operano nel campo della pace, la solidarietà, i diritti umani. E’ gestito da un esperto che è tenuto a partecipare ai lavori del Comitato di Gestione, dal quale viene nominato. |