5 ottobre - No Dal Molin - Associazione per la riconversione civile e lo sviluppo non militarizzato
 

La



Riconversione .civile
   
 
La riconversione civile è la soluzione al problema della militarizzazione del territorio

E’ ora di invertire la tendenza a militarizzare il territorio, l’economia, lo sviluppo della città. E’ ora di opporsi ad ulteriori allargamenti, di riconvertire dal militare al civile, di ridurre progressivamente le servitù militari. “Riconversione civile” significa vedere la possibilità che le caserme e le basi siano trasformate in spazi destinati al lavoro, ai servizi, alla cultura, al tempo libero.

Ci opponiamo a nuove installazioni militari ma anche vogliamo avviare un processo di riconversione delle aree già soggette a servitù militari e di aree demaniali non più utilizzate. Partiamo da Vicenza, ma per aprire la strada a tutte quelle realtà locali alle quali è stato imposto il peso
delle servitù militari. Chiediamo aiuto per Vicenza ma per sostenere anche le altre realtà con una rete di solidarietà.
Vogliamo avviare un processo culturale, politico ed economico che punti a uno sviluppo non militarizzato.
 

PROGETTO VICENZA

UN IMPEGNO PER TRE GENERAZIONI

Studio di fattibilità socio-economica

A cura dell’ing. Eugenio Vivian e dell’ing. Gianni Slaviero
10 febbraio 2007


 
L'ingegnere Eugenio Vivian

La riconversione dal militare al civile è possibile. Lo dimostra questo studio di fattibilità, realizzato dagli ingg. Eugenio Vivian e Gianni Slaviero.

E' una scommessa con il futuro. A Vicenza sono presenti tutte le condizioni per superare la sfida e questa ipotesi di lavoro può diventare un progetto pilota a livello europeo. Le caratteristiche presenti sul territorio di Vicenza non sono facilmente riscontrabili in altre realtà: ridotte dimensioni, mentalità imprenditoriale, preparazione tecnica, ubicazione geografica, capacità di competere.

In questo progetto Viene considerata non solo l’ipotesi di una riconversione al civile della base Ederle ma anche la destinazione ad usi civili dell’area dell’aeroporto Dal Molin dove è progettata una nuova base USA.

Vengono esaminati i seguenti possibili scenari riguardanti la vecchia base(Camp Ederle) e l’area Dal Molin interessata al nuovo progetto USA:

  1. Ederle militare - Dal Molin militare;
  2. Ederle militare - Dal Molin civile:
  3. Ederle dismessa e riconvertita ad usi civili - Dal Molin destinata ad usi civili.

 

SCENARIO                                                  CAMP EDERLE                               DAL MOLIN

Primo

militare

militare

Secondo

militare

Civile

Terzo

civile

civile

 

Primo scenario - abbiamo riportato quanto dichiarato dal Consolato americano, posto come valore d’inizio dello studio al 2006,  e raffrontato con il 2017 in quanto questo è l’anno di piena operatività di tutte le strutture e conseguentemente termine degli investimenti.

Secondo scenario - Per questo abbiamo considerato l’investimento relativo al riutilizzo per attività civili del “Dal Molin” ( 130 milioni di Euro) e le ricadute dei progetti più significativi che caratterizzano il punto successivo ( attività universitaria di ricerca, energia da fonti rinnovabili, incubatrice di imprese).

Terzo scenario - Per questo un investimento di 500 milioni di Euro per il riutilizzo per attività civili sia della “Ederle” che del “Dal Molin”.

I progetti che potrebbero produrre benefiche ricadute economiche su Vicenza sono i seguenti:

 

 

DISMISSIONE "EDERLE" E NON UTILIZZO MILITARE DEL "DAL MOLIN"

 

 

SITUAZIONE ATTUALE

I dipendenti della “Ederle” sono 744 e con l'indotto raggiungono i 1200 (fonte Associazione Industriali di Vicenza). Dei 744 circa un terzo sono stati assunti prima del 1998 e pertanto hanno la possibilità di rientrare nella Pubblica Amministrazione come previsto dalla legge nr.98 del 9/3/71 e rivista con D.L. nr.393 del 13/11/1997. Che fare dei rimanenti 500 più l’indotto? Di seguito riportiamo gli ambiti di intervento che a regime potrebbero creare non meno di 1.500 nuovi posti di lavoro diretti e più ancora nell'indotto per un totale complessivo di 4.100 posti di lavoro. A ciò vanno aggiunte le ricadute benefiche dell'attività di terziario avanzato sulla salvaguardia dell'occupazione nei settori tradizionali: primario, secondario e terziario. Una stima  porta a considerare che nel medio/lungo periodo potranno essere interessati  30.000/ 40.000 lavoratori. La fiscalità ed il sistema degli ammortizzatori sociali trarranno a loro volta beneficio in termini di riduzione della spesa.

 

1 - UNIVERSITA'

Sia Verona che Padova stanno premendo per portare a Vicenza corsi di laurea, corsi di specializzazione e nuovi insegnamenti. Verona, come scritto nel PTCP di Vicenza, corsi di tipo economico; Padova specializzazioni di medicina, medicina aerospaziale, biomedica, ingegneria dei materiali ed elettronica. I fruitori di questi corsi pluriennali a regime potranno essere almeno 3.000/5.000 studenti. In questo ambito la conoscenza della lingua inglese è qualificante.

 

2 - PARCO SCIENTIFICO-TECNOLOGICO

Attività di ricerca connessa direttamente con il punto precedente e con le imprese per offrire servizi a costi contenuti ed in particolare : - miglioramento dei prodotti esistenti -.creazione nuovi prodotti - fase prototipale dei prodotti - analisi mercati - consulenze tecnico-organizzative - ecc. In questo ambito l'ottima conoscenza della lingua inglese è qualificante.

 

3 - "INCUBATRICE" NUOVE IMPRESE

Dall'attività di ricerca descritta al punto precedente sicuramente nasceranno nuove attività. Da qui la necessità di avviarle e renderle produttive facendole operare inizialmente in ambiente "protetto" e con costi bassissimi. Solo dopo un periodo di 2/3 anni  oppure, a dimensione critica raggiunta, dovranno trovare una "normale" ubicazione  lasciando spazio ad altre nuove iniziative. In questo ambito la conoscenza della lingua inglese è qualificante.

 

4 - PROGETTO PILOTA

Avvio del progetto pilota  per la produzione di energia da fonti rinnovabili, iniziando da subito dal solare. Questa attività sarebbe connessa con l'attività di ricerca sul prodotto, sugli accessori e su soluzioni di impiego e di installazione innovative. La potenza installata dovrebbe superare i 12 MW e sarebbe realizzabile con un investimento di circa 50 milioni di euro. Il fatturato annuo in "conto energia certificata verde" sarebbe di almeno 5 milioni di  euro/anno. L'intera area "Dal Molin" potrebbe diventare non solo il prototipo di un insediamento energeticamente autonomo ma soprattutto  produttore di energia "verde". Il recentissimo orientamento della Unione Europea è proprio in questa direzione, avendo posto l'obiettivo di ridurre l'emissione dei gas serra del 20% nei prossimi anni.

 

5 - SISTEMA COOPERATIVO

E' previsto che il mercato dell'energia da fonti rinnovabili, al termine dei  prossimi 5 anni, abbia un volume di affari annuo superiore di 10 volte quello del 2006. In Germania, Paese più avanzato di noi e produttore di sistemi solari, sono stati creati più di 100.000 nuovi posti di lavoro. Previa una fase formativa, volta ad acquisire la nuova professionalità,  l'attività di installazione e di manutenzione dei nuovi sistemi di energia rinnovabile potrebbe essere una  attività che va ad affiancarsi a quella  dei tradizionali servizi di idraulico, elettricista, fabbro, meccanico, pulizie, manutenzione aree esterne, trasporto,ecc. Dette professionalità attualmente sono presenti tra i  lavoratori italiani di Camp Ederle.

 

6 - CENTRO GIOVANI

Nell'attuale area militare del "Dal Molin"sono presenti due piscine ed un attrezzata palestra. Sono presenti altresì degli edifici che, in parte, potrebbero essere adibiti a luogo di incontro, di ritrovo e svago dei giovani in quanto attualmente in città non esiste nessuna struttura di questo tipo.

 

7 - RICONVERSIONE IMMOBILIARE

Gli immobili della "Ederle", della "housing area" e del "Dal Molin" saranno oggetto di un recupero immobiliare per circa 1.000.000 di metri cubi. L'intervento sarà di grande importanza in quanto permetterà di riprogettare un'intero quartiere. Il patrimonio immobiliare, ora totalmente demaniale, per il 40% dovrà restare di proprietà pubblica ed il restante 60% potrà essere ceduto ai privati che faranno interventi coerenti con un piano di recupero in precedenza approvato. Avremo di conseguenza entrate derivanti dagli oneri di urbanizzazione, ICI ed IRPEF.

 

8 - VIGILI DEL FUOCO

L'attuale caserma dei VVFF di Vicenza è interessata da sfratto, per cui potrebbe insediarsi al "Dal Molin" assieme alla Protezione Civile ed al Corpo Forestale. Da notare che siamo in una struttura aeroportuale attiva dotata degli idonei sistemi per il volo, di hangar,  di officina riparazioni e laboratori.

 

9 - CENTRO CULTURALE

 

Creare un'area da dedicare ad eventi culturali, mostre, conferenze, meeting, ecc.

 

10 - FONTI DI FINANZIAMENTO

 

A livello Europa:

ripristino del fondo per riconversioni dal militare al civile;

fondo per le attività di ricerca;

fondo per l'energia da fonti rinnovabili;

fondo per l'avvio di attività da parte di "giovani".

 

A livello nazionale:

istituzione di un fondo per dismissioni militari;

destinare 10 annualità del contributo extra NATO che il Governo italiano versa a quello degli Stati Uniti, qualunque sia la forma (nel 2004 circa 65 milioni di Euro per la sola "Ederle");

attivare un canale preferenziale per l'accesso al conto energia o addirittura per diventare produttore di energia "rinnovabile".

 

 A livello locale (Regione, Provincia, Comune):

fondo per la formazione professionale;

  fondo per i settori in crisi e/o riconversione;

  Fondazioni bancarie;

  Associazioni di categoria.

 

11- BENEFICI

Ritorno alla sovranità nazionale da 2.336.000 mq a 3.106.000 mq ubicati nel Comune di Vicenza, di Torri di Quartesolo, Longare , Arcugnano, ecc.

Ederle, housing area e Dal Molin sono 1.000.000 di mc. che saranno totalmente interessati da riconversione immobiliare. Per questo tipo di intervento è molto più probabile che si ricorra ad imprese locali che non per la realizzazione della nuova base.

Cedendo ai privati il 60% della cubatura l'introito sarà almeno di 150 milioni di € ;

Il quartiere di S. Pio X avrà un aumento del valore del patrimonio immobiliare che attualmente è tra i più bassi di Vicenza.

Nessun utilizzo di nuovo territorio, ma conversione di aree già urbanizzate.

Aumento delle entrate fiscali per ICI ed IRPEF per oltre 1,2 milioni di Euro/anno e degli oneri di urbanizzazione per oltre 7 milioni di Euro.

L'Azienda Municipalizzata che eroga le “utilities” non effettuerà un investimento di 9 milioni di euro, al netto del contributo a carico richiedente, di dubbio ritorno.

La Città come "fabbrica" di idee che produca un profondo cambiamento culturale, sociale ed economico da diventare il prototipo a livello europeo dell'evoluzione di una città imprenditoriale


 
 
(scarica il progetto completo in PDF)


 
   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 










 

 

 

 


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