5 ottobre - No Dal Molin - Associazione per la riconversione civile e lo sviluppo non militarizzato
 

Lo Scenario
globale 2009




 
La strategia delle Basi
e la manutenzione
della paura
Relazione tenuta dal generale Fabio Mini
al Teatro Astra di Vicenza
il 19 settembre 2008

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1. (…) Vorrei parlare della strategia delle basi e spiegare brevemente cosa significa oggi, per una potenza come gli Stati Uniti d’America, o per qualsiasi altra poten­za, dislocare basi militari all’estero o spostarle da un posto all’altro. Ritengo necessaria questa introduzione perché altrimenti il problema di Vicenza sembrerebbe limitato ad una mera questione edilizia. Vorrei anche che il caso di Vicenza diventasse il paradigma di un nuovo modo di affrontare questo tema tenendo conto dei nuovi sviluppi geopolitici, strategici e militari.

“Vicenza: un relitto del passato e un paradosso strategico per la manutenzione della pau­ra”, questa è la mia definizione di Vicenza oggi. “Un relitto del passato” perché la base di Vicenza è la testimonianza di una strategia militare che risale al secondo dopoguerra e che è rimasta invariata per oltre 50 anni durante il periodo della Guerra Fredda: una strategia che ritengo ormai superata. Ho vissuto dall’interno del sistema militare gran parte di questo lungo periodo e non ho mancato di avanzare apertamente preoccupazioni e critiche, quando necessarie, sempre in nome di una maggiore e migliore sicurezza collettiva.

La critica fondamentale di oggi è questa: molte delle attuali basi militari statunitensi, come questa di Vicenza, oltre a rappresentare il passato, sono funzionali soltanto alla manutenzione della paura. La loro dislocazione non si basa sulla prevenzione dei conflitti, sulla pace, sull’intervento rapido nelle aree di crisi, ma soltanto sulla "paura". Esse fanno parte di un sistema che non infonde sicurezza e tranquillità, ma che alimenta la paura e c’è sempre qualcuno che con il pretesto della sicurezza intende “manutenzionare” e riattivare i processi della paura. Questo paradosso è reso possibile da un teorema ormai divenuto un dogma: dobbiamo aver paura di tutto perché tutto è possibile, e possiamo difenderci soltanto con le armi.

(continua...)

Dopo l'11 settembre 2001 per contrastare la nuova minaccia rappresentata dal terrorismo e per riaffermare la propria egemonia mondiale, gli Stati Uniti hanno sviluppato un programma di riposizionamento delle proprie forze militari. Un aspetto di questo potenziamento della propria presenza militare, per esercitare un controllo del territorio a livello globale, è costituito dalla riorganizzazione delle basi militari installate nelle zone strategicamente più importanti: l'Europa e il Mediterraneo, l'Africa, il Medio Oriente, il Giappone. Il programma prevede l'utilizzo di unità modulari, dotate di altissima tecnologia, che partono dalle basi più vicine alle aree di conflitto per compiere azioni di attacco preventivo, dissuasivo e di deterrenza anche nucleare.

   Una di queste unità è la 173a Brigata Aviotrasportata, attualmente stanziata parte in Germania, parte in Italia (Vicenza). Sarà accresciuta e riunificata a Vicenza come Combat Team Brigade, un'unità capace di intervenire rapidamente in tutta l'area del Mediterraneo, del NordAfrica e del Medio Oriente.

   La Brigata avrà in dotazione tutto l'arsenale necessario per questo tipo di azioni: 55 tank, 85 veicoli corazzati, 14 mortai pesanti, 40 jeep, due aerei spia telecomandati, 2 batterie di artiglieria dotate di razzi, un gruppo di intelligence.

 

 

 

 

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