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5 ottobre - No Dal Molin - Associazione per la riconversione civile e lo sviluppo non militarizzato ...
 

Vicenza
città militarizzata




   
 

 

 Per riunificare la 173a Brigata, gli USA hanno progettato una nuova Base a Vicenza nell'area dell'ex aeroporto Dal Molin. Il progetto prevede la costruzione di enormi caserme, depositi vari, infrastrutture militari. Quando la Brigata sarà riunificata, saranno presenti 6 battaglioni per un totale di circa 5.000 soldati. La base, una volta costruita, avrà un enorme impatto ambientale, urbanistico, sociale sulla città di Vicenza, aggravando con l'imposizione di una nuova servitù militare la già pesante militarizzazione del suo territorio. Infatti a Vicenza e nei comuni limitrofi a partire dagli inizi degli anni '50 (periodo della "guerra fredda") sono state insediate numerose installazioni militari USA: - Caserma Ederle (sede del comando SETAF); - villaggio americano per l' alloggiamento di militari e impiegati civili (in genere ex militari USA); - Site Pluto e Fontega, basi militari sotterranee che fino agli anni '90 avevano un deposito di ordigni nucleari tattici; - centro autoveicoli militari USA a Torri di Quartesolo; - centro logistico gestione strutture militari a Lerino. In totale circa 1.326.000 mq. di territorio già occupato da servitù militari.
    Con l'insediamento della nuova base nell'ex aeroporto dal Molin e la costruzione prevista di un nuovo villaggio (a Thiene) il territorio soggetto a servitù militare ammonterà, a operazione conclusa, a circa 3 milioni di mq. (cioè le servitù attuali saranno più che raddoppiate).  Si ricorda che Vicenza è già sede della Gendarmeria europea, del COESPU e dal 2009 sarà sede anche del comando militare AfriCom che avrà il compito di difendere gli interessi statunitensi in Africa attraverso una maggiore presenza militare Usa in questo continente.  
    Queste servitù militari rappresentano un aumento intollerabile di presenza militare e una perdita di territorio prezioso per gli usi civili sociali ed economici.

 

Il problema: la militarizzazione del territorio.

La militarizzazione, quanto più spinta, modifica le caratteristiche geografiche, urbanistiche,e, paesaggistiche, economiche e sociali del territorio. E’ fatta di basi, caserme, acquartieramenti, infrastrutture, centri logistici, depositi di armi e di autoveicoli, movimenti di persone e cose militari. Una volta insediato il dispositivo militare, il territorio non appartiene più a chi l’abitava. La terra non appartiene più a chi la coltivava. La città si presenta debole di fronte al complesso militare. L’amministrazione locale non ha più sovranità su una parte del proprio territorio, non le è dato di poterlo governare, non può negoziare, non può pianificare. Lo sviluppo della città è fortemente compromesso. Non trascurabile La presenza del complesso militare ha forte impatto anche sulle risorse naturali ed energetiche, sulla disponibilità e i costi dei servizi (acqua, elettricità, gas, fognature, strade, ecc.). Ci sono infine i problemi di sicurezza (depositi e trasporti di armi, voli di mezzi militari sopra la città), possibilità di attentati terroristici.

 

 
 

..5 ottobre - No Dal Molin Associazione per la riconversione civile e lo sviluppo non militarizzato c/o Casa per la Pace - C.trà Porta Nova n. 2 - 36100 Vicenza Tel. 0444.327395 - Fax 0444.327527